venerdì 25 maggio 2018

Non ho amici


Dedicata a chi è furioso col mondo intero


Ho un mare
dentro
che si agita
e mi scuote
l’anima
strappandola
in infinitesimali sanguinanti 
briciole.


Ho lava fusa
che scorre
nelle mie vene
e ruggisce
come tigre morente.

Impetuosa scorre
e arde
tentando di sfuggir 
a camera magmatica,
prepotente e infuriata
in cerca di una via di fuga.

Non la spegnerà quel mare
burrascoso.
Uniranno le loro forze invece
e insieme morte e distruzione
intorno a me semineranno.

Fuoco e vapore
risaliranno per il camino
fino a trovare nel cratere
la libertà.

La mia bocca sarà il cratere
Le mie parole rabbiose
saranno lava e lapilli che colpiranno
senza pietà
senza distinzione
senza separare gli amici dai nemici.

Di ogni erba farò
lo stesso fascio
e riderò
guardandoli bruciare.

Non ho amici
Solo rabbia.

Ma ora
guardando le ceneri intorno
non sento felicità
non sento pace.

M'avvolge 
il fumo nero dell'odio.
Mi soffoca.

Forse
il mondo
mi sopravviverà
nonostante tutto?
Patricia



giovedì 24 maggio 2018

Parlando di poesia

Come avrete notato, da ieri pomeriggio ho inserito alla destra un nuovo banner con  una frase di Elena Ferro. 


Elena gestisce questo blog VOLPI CHE CAMMINANO SULL'ACQUA
Vi ho già parlato di lei quando vi ho raccontato le emozioni che il suo libro COSÌ PASSANO LE NUVOLE  mi ha regalato.

In questi giorni, andando sul suo blog ho trovato questo POST che parla di scrittura. Dell'ordine fisico e mentale per essere precisi.

Leggendo ho trovato una frase, quella del banner, che mi ha fulminata perchè "è mia"!
Dice esattamente quello che penso, sento  io della poesia.
 
Se la poesia è creazione, allora deve esserci da qualche parte un materiale informe che pulsa e che ci spinge a maneggiarlo, per farne qualcosa di nuovo.

Da lì viene la poesia.
Elena Ferro

Da lì, l'idea di farne un banner dietro sua autorizzazione. 

Ho detto che "è mia". Sì! In un certo senso, sì, perchè mi ci ritrovo in pieno.
Quando scrivo racconti, lavoro di fantasia anche se attingo a volte al mio mondo personale. Mi viene un'idea, la studio, la elaboro magari velocemente e poi scrivo. Ma è fantasia per il 90%.

Quando invece scrivo una poesia, le parole, i versi, spuntano da non so dove. Arrivano nella mia mente con prepotenza e si impongono perchè li scriva.
Se dentro di me non ci fosse quel "materiale informe" di cui Elena parla non potrei farlo. Non avrei parole per scrivere quello che provo.

Poesia non è solo versi. Riusciti o no, non è questo il discorso e non sta a me dirlo.
Poesia è un'emozione, un sentimento latente in fondo all'anima che risale verso la mente e prende forza. Prende corpo. Da materiale informe, da spirito, diventa tangibile, reale.
E' una parte molto intima che si palesa prima di tutto a me stessa rendendo quasi corporei sensazioni e sentimenti, stati d'animo e pensieri ignorati o soltanto tenuti a  bada dalla routine quotidiana.

Poesia è rielaborare tutto questo. Rielaborare e rendere vivo  fissandolo su carta o con una tastiera.
E' plasmare quel "materiale informe" e farlo diventare un'anima che respira.

Sì, la frase di Elena "è mia"!
Grazie, Elena.

Patricia

 

ESPERIMENTO 352: MARIANTONIETTA VINCELLI


agia,
A   ffrescar
R   icordi
I    ndimenticabili.
A   zzurre
uvole
T   estimonieranno
O   gni
N   otte
I    nespresse
E   mozioni,
T   remanti
T   enerezze,
A   llegri
V   agabondaggi
I    n
N   ebbiose
C   himere,
E   nergica
L   iquida
L   infa
I    nvincibile 

Grazie! 
Patricia 

mercoledì 23 maggio 2018

Titoli visionari, meravigliosi titoli

CRISTINA M. CAVALIERE del blog IL MANOSCRITTO DEL CAVALIERE
ha lanciato un nuovo gioco con questo .POST
Si tratta di associare libri i cui titoli  ci hanno colpito in modo particolare ad opere d'arte, spiegandone il motivo in poche parole.
Una nuova associazione di... "idee" quindi :)

Ci provo, mi son chiesta? Io con le opere d'arte non... lego molto, diciamo così.
Coi libri invece c'è una sorta di affinità particolare.
Risposta? Perchè no?
Così eccomi qui a tentare l'esperimento.

Il primo titolo che mi viene in mente è sempre il solito vecchio tormentone che ormai tutti quanti conoscete bene.

L'amante di Lady Chatterley di H. D. LAWRENCE. 

Titolo che può far pensare ad un romanzo erotico ma anche se ci sono pagine in cui l'erotismo si vive, si parla di una  crescita intima atttraverso un incontro ed un rapporto d'amore fuori da ogni regola. In un'epoca in cui le donne dovevano essere belle, eleganti, abbastanza colte ma non troppo, Connie si sveglia e si ribella. Scopre che la sua vita non è come la vorrebbe e la riprende praticamente in mano.
Per me è stato un libro sulla possibilità di uscire da binari prefissati da altri ma che ci stanno stretti.

Il quadro scelto è Sguardi di Ferruccio Pizzarelli

Foto dal web


Lo sguardo stranito, quasi incapace di comprendere ciò che vede la donna, è quello di Connie quando incomincia a rendersi conto della sua realtà. Anche lei subito non afferra cosa significa l'incontro con Mellors. Tanto meno sa come le rivoluzionerà la vita.



Il secondo libro è I BUDDENBROCK di Thomas Mann.
Un cognome che fa pensare ad una stirpe e così è. Nessun ribaltone. Però non ci spiega altro. Ci lascia la curiosità. E' la storia di un successo antico che però finisce. Non solo tracollo finanziario ma decadenza in senso lato. Famiglia, amori, onore.
Per  me è un simbolo della caducità delle cose. Nulla è eterno.Nulla è fatto per durare in eterno.

Il quadro scelto è L'urlo di Munch

Foto dal web

Immagino che in Thomas Buddenbrock sia esploso un urlo simile, disperato, che nasceva dal fondo delle viscere quando muore conscio della rovina
 
Il terzo libro è LE VOLPI VENGONO DI NOTTE di Cees Noteboom


Racconti stupendi che sanno di sogno e che mi hanno fatto sognare. L'ultimo racconto soprattutto. Lo scoglio, la solitudine la tempesta.... la continua battagia che si chiama vita.
Le volpi come sogni ad occhi aperti che ci raggiungono  quando meno ce lo aspettiamo e ci lasciano basiti.

Il quadro scelto  è La Nona onda di Aivazonvsky



Foto dal web

La vita è burrasca. Le onde sempre ci sbattono a destra e a manca perchè i problemi non mancano mai. E quando non ci sono  ce li creiamo con i ricordi o con paure.
C'è sempre però una luce all'orizzonte. Un filo di speranza verso il quale dobbiamo tendere e dirigerci. 


Il mio ultimo titolo  è Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio.


In una Bari benestante c'è chi si lascia traviare e portare fuori rotta da  un amico delinquente ma affascinante e pieno di carisma e scoprirà così un volto sconosciuto della vita.
Perchè questo titolo? Perchè in certi casi il passato diventa un qualcosa da dimenticare, da allontanare da sè. Una terra straniera appunto in cui non si vuol più ritornare. Soprattutto che si vorrebbe on aver conosciuto.


Ho scelto il quadro  Guernica di Pablo Picasso.

Foto dal web




Per me rappresenta la sofferenza interiore del protagonista, la visione distorta della realtà sotto l'influenza dell'amico, la distruzione  del suo mondo abituale. Una sorta di morte spirituale, insomma.

Patricia



martedì 22 maggio 2018

A proposito del post di ieri sugli haiku concatenati

A proposito del POST DI IERI sul nuovo giochetto sugli haiku concatenati voglio chiarire una cosa.

Prima di tutti qui tra noi non credo ci siano esperti nipponisti nè esperti  di haiku. Penso che siamo tutti quanti dilettanti in proposito perciò anche se le regole vere e proprie sono ben rigide noi cerchiamo di esserlo un po' di meno.

Quindi, tenendo fermo il principio della poesia in tre righe con 5, 7 e 5 sillabe per riga se proprio non c'è quel capovolgimento, quella separazione tipica nipponica fa lo stesso. In fondo noi parliamo di sillabe e loro di "suoni" ma tant'è... noi italiani, loro giapponesi :)

Il fatto di usare l'ultima riga di un haiku per iniziare quello successivo credo che forse sia un'idea mia. Per lo meno avevo fatto così negli haiku concatenati che avevo già pubblicato QUI  QUI.
Innovazione? Può darsi. Follia? Anche ma in fondo tra di noi può andar bene lo stesso. Non dobbiamo partecipare ad un concorso ahahhah

Per il resto... ah, sì! Ho preparato il bannerino! :)






Non è che ho fatto troppa fatica. Perdonate! ahahahhahaha Ma tanto non son capace a far altro, quindi....
Ciao e buon componimento
Patricia

 

Sara al tramonto


Questo libro partecipa alla SFIDA ALL’ULTIMA PAGINA – READING CHALLENGE 2018


Sara al tramonto
di M. De Giovanni
Rizzoli Editori (2018)




Sono abituata ai personaggi di De Giovanni. La banda semi squinternata e all’apparenza male assortita dei Bastardi di Pizzofalcone… la profonda tristezza interiore di Luigi Alfredo Ricciardi… la fedeltà di Maione….
Tutti personaggi umani sotto la scorza di spavalderia o malinconia. Tutti fragili sotto la scorza di una forza interiore solo millantata.
Tutti comunque entrano sottopelle subito, al primo incontro.

Questa nuova protagonista invece non l’ho ancora inquadrata bene. 
Sara Morozzi, la donna, ex poliziotta, che vuole essere invisibile agli occhi del mondo. Prima per lavoro per non essere scoperta e poi proprio per essere ignorata e vivere nel suo dolore, tra la nostalgia e il rimpianto di un amore che non c’è più.
Tanto desiderosa di essere invisibile da diventare per conto mio, non dico invisibile come personaggio ma quasi. All’inizio del libro, soprattutto.
Poi, proseguendo nella lettura, viene fuori un certo spessore; una profondità di dubbi e insicurezze nascoste sotto cumuli di certezze posticce. Parlo della vita privata, ovviamente, perché quando ritorna ad occuparsi di un’indagine in modo molto alternativo e fuori dalle regole, nella sua ex professione continua ad essere formidabile.

E’ comunque un personaggio oltre le righe e ancora non sono riuscita a darle una fisionomia precisa. Mi spiego.
Se i suoi due aiutanti sono chiaramente uno buffone e squinternato, Davide Pardo, e l’altra dolce e desiderosa di ritornare a vivere dopo la morte del compagno e in attesa della nascita del figlio, Sara invece resta in un limbo di mia indecisione. A volte mi pare una donna più fragile di quello che dovrebbe, a volte molto più forte. In alcuni punti mi pare quasi piatto come personaggio e in altri mi sembra più consistente.

Di sicuro c’è che il romanzo ruota più intorno alla sua figura enigmatica e complessa che al caso vero e proprio.
Di ancora più sicuro c’è che De Giovanni ha uno stile puro, coinvolgente e nonostante il mio iniziale disamore per Sara la lettura è proseguita spedita e piacevole.

Non so! Se questo è solo il primo libro di una nuova serie, leggerò senz’altro anche il prossimo perché devo capire bene questa Sara. Devo riuscire a scoprire tutte le sue sfaccettature che con questo romanzo mi sono sfuggite.
Ecco! Non mi ha preso da subito, mettiamola così.

Il giudizio come libro però è positivo. 
Per me, De Giovanni resta sempre un signor scrittore.
Patricia

lunedì 21 maggio 2018

E se vi facciamo una proposta?


Abbiamo una proposta da farvi. 
Chi, chiederete voi.

Ma CRISTIANA MARZOCCHI ed io! :D)


Praticamente l’idea è sua, io metto disposizione lo spazio e ovviamente partecipo.



Si tratta di un nuovo gioco mensile. Questa volta con gli haiku concatenati però a più mani.



Praticamente uno di noi, questo mese tocca alla “mamma” del giochetto, scriverà un haiku. Oppure possiamo anche sempre lasciar iniziarare a  lei. E' uguale. Mi direte la vostra preferenza.
 

Nei commenti, chiunque voglia, potrà inserire il suo partendo però dall’ultima riga scritta in precedenza.
Quindi  ricordatevi prima di scrivere il vostro componimento di controllare sempre che non ce  ne sia uno precedente perchè è  da quello  che dovrete partire. 

Per continuare con l'esempio, il terzo lettore partirà da siamo amici.

Se non mi son spiegata chiedete :) 





Esempio:

Oggi vi lancio
un’idea fantastica:
scriviamo haiku.

Scriviamo haiku
per divertirci tutti;
siamo amici




Che ne dite? Ci proviamo? Ditemelo nei commenti e poi dal 3 al 13 di ogni mese potremo organizzare una nuova puntata.

Vi va l’idea?

Usiamo questo post come prova? :)



Ecco l’haiku che mi ha lasciato Cristiana.



Stella che splendi
nel buio della notte
illuminaci




Voi sapete che i miei presunti haiku a volte son soltanto brevi poesie. Sinceramente non ho ancora ben capito come funzionano ma non dispero. Prima o poi ci riuscirò ahhahhahaha


L’unica cosa certa è che uso il numero giusto di sillabe: 5, 7, 5.


So che tra la seconda e la terza riga ci vuole un punto e virgola, un punto o due punti che separino bene perché la terza riga deve esssere un rovesciamento delle due precedenti… ok, non ho ancora capito bene! 
Se avete bisogno di spiegazioni sensate e senz’altro migliori di quelle che vi darei io vi metto un link che dovrei studiarmi a memoria ahahahahaha





Patricia